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4-6 Aprile 2027  Quartiere Fieristico di Rimini
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Panel su welfare e sistema pensionistico dei lavoratori dello spettacolo alla MIR Arena durante MIR26

Welfare e sistema pensionistico per i lavoratori dello spettacolo

A MIR26 si è svolto l’incontro “Welfare e il Sistema Pensionistico per i Lavoratori dello Spettacolo”, un appuntamento dedicato a un tema spesso meno visibile rispetto agli aspetti tecnici del live entertainment, ma centrale per il futuro professionale di chi lavora nel settore: la tutela previdenziale.

 

Il talk, organizzato da ZioGiorgio.it, Cooperativa Techne e Italshow, ha aperto un confronto su contributi, pensione, welfare e riconoscimento professionale per i lavoratori dello spettacolo. A moderare l’incontro è stato Aldo Chiappini, COO e Editor-in-Chief di ZioGiorgio.it, insieme ad Alberto Butturini, sound engineer, Tania Borelli, vicepresidente del Consiglio Direttivo Italshow, e Massimo Pontoniero, presidente del Consiglio Direttivo Italshow.

 

L’obiettivo dell’incontro non era fornire una consulenza individuale, ma avviare un percorso di informazione su un tema che riguarda artisti, tecnici, musicisti, performer, operatori del backstage e professionisti che ogni giorno contribuiscono alla costruzione degli spettacoli dal vivo.

 

Perché parlare di welfare nel settore dello spettacolo

 

Il settore dello spettacolo viene spesso raccontato attraverso la dimensione creativa e tecnica: palchi, impianti audio, luci, video, produzione, allestimenti, tour e performance. Tuttavia, come emerso durante l’incontro, esiste anche un livello meno evidente ma fondamentale: quello delle tutele per chi lavora.

 

Durante il talk è stato ricordato che il welfare comprende tutte quelle misure che possono sostenere i lavoratori nei momenti di difficoltà, nei periodi di non lavoro o in situazioni specifiche come malattia, maternità, infortunio e altre condizioni che incidono sul percorso professionale.

 

Il tema pensionistico si inserisce dentro questa cornice più ampia. Non riguarda solo il momento finale della carriera, ma il modo in cui ogni lavoratore costruisce nel tempo la propria posizione contributiva.

 

Il primo punto emerso è quindi culturale: anche nello spettacolo, un settore spesso caratterizzato da discontinuità, chiamate, tour e forme di lavoro molto diverse tra loro, esistono tutele. Il problema è che non sempre sono conosciute, comprese o correttamente attivate.

 

Ex Enpals e INPS: una situazione ancora complessa

 

Uno dei passaggi centrali dell’incontro ha riguardato il sistema previdenziale dei lavoratori dello spettacolo dopo l’assorbimento dell’ex Enpals nell’INPS.

 

Nel talk è stato ricordato che oggi l’interlocutore è l’INPS, attraverso una cassa speciale dedicata ai lavoratori dello spettacolo. Tuttavia, il passaggio dall’Enpals all’INPS ha lasciato diverse criticità. Secondo quanto spiegato durante l’incontro, il trasferimento ha comportato la perdita di competenze specifiche e, in alcuni casi, anche problemi legati ai dati contributivi.

 

Questo ha generato situazioni complesse, soprattutto per chi ha iniziato a verificare la propria posizione solo al momento della pensione. In alcuni casi, infatti, possono emergere contributi mancanti, giornate non correttamente attribuite o informazioni non allineate.

 

Il tema è particolarmente delicato perché molti professionisti dello spettacolo hanno carriere lunghe, articolate, costruite attraverso contratti diversi, committenti differenti e periodi di attività non sempre facilmente ricostruibili.

 

Le criticità più frequenti: buchi contributivi, qualifiche e gestione errata

 

Durante l’incontro, Tania Borelli ha evidenziato alcune criticità ricorrenti nella posizione previdenziale dei lavoratori dello spettacolo. La prima riguarda i buchi contributivi, cioè periodi di lavoro che non risultano correttamente registrati. Questi possono derivare da problemi nel passaggio tra enti, da errori pratici o da una gestione non corretta delle posizioni.

 

Un altro aspetto riguarda i nomi d’arte, i doppi nomi e le omonimie. Anche questi elementi, secondo quanto raccontato durante il talk, possono creare difficoltà nell’attribuzione corretta dei contributi.

 

Ci sono poi errori legati alle qualifiche professionali, ai contratti utilizzati e ai versamenti effettuati in gestioni non coerenti con il lavoro svolto. Durante l’incontro sono stati citati casi di professionisti iscritti alla gestione separata, alla gestione ordinaria, come commercianti o come artigiani, con conseguenze rilevanti sulla ricostruzione contributiva.

 

Il punto centrale emerso è semplice: non basta aver lavorato. È necessario che quel lavoro sia stato correttamente riconosciuto dal sistema.

 

Il problema del lavoro non tracciato

 

Un’altra questione importante riguarda tutte quelle attività che fanno parte della professione ma che, se non formalizzate, rischiano di non comparire nella posizione contributiva. Nel settore dello spettacolo, infatti, il lavoro non coincide solo con il momento della performance. Esistono prove, preparazioni, attività tecniche, allestimenti e fasi di lavoro che contribuiscono alla realizzazione dello spettacolo.

 

Durante il talk è stato evidenziato che, se queste giornate non vengono correttamente registrate, non esistono ai fini contributivi. Questo può incidere sul numero di giornate utili e, di conseguenza, sulla possibilità di accedere alle tutele previste.

 

Per questo è stato sottolineato quanto sia importante controllare la propria posizione contributiva con continuità, senza aspettare il momento della pensione.

 

 

Perché controllare la posizione contributiva è fondamentale

 

Uno dei messaggi più chiari dell’incontro è stato l’invito a monitorare la propria posizione contributiva. Durante il talk è stato spiegato che il controllo può essere fatto attraverso il sito INPS, accedendo all’estratto conto contributivo. È stato anche ricordato che esiste una sezione specifica dedicata al settore dello spettacolo.

 

Controllare la posizione non significa solo verificare che i contributi siano presenti. Significa anche controllare che siano nella gestione corretta, che le giornate risultino attribuite nel modo giusto e che la qualifica professionale sia coerente con il lavoro svolto.

 

Prima si interviene su eventuali anomalie, maggiori possono essere gli strumenti a disposizione per ricostruire la posizione. Durante l’incontro sono stati citati documenti come libretti, contratti e buste paga come elementi utili per verificare o recuperare informazioni.

 

Il messaggio è particolarmente rilevante per i professionisti più giovani: costruire una posizione corretta fin dall’inizio può evitare problemi molto più complessi negli anni successivi.

 

Cooperative e lavoratori dello spettacolo

 

Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il ruolo delle cooperative. Secondo quanto emerso dal talk, le cooperative hanno rappresentato e rappresentano, in molti casi, uno strumento importante per aiutare i lavoratori dello spettacolo a mettersi in regola, gestire correttamente i versamenti e accedere alle tutele previste.

 

È stato però precisato che il tema va valutato con attenzione, perché le situazioni possono essere diverse. Il contratto intermittente a tempo indeterminato senza obbligo di chiamata, citato durante il confronto, è stato indicato come uno degli strumenti utilizzati in alcune cooperative per gestire la discontinuità tipica del settore.

 

Anche in questo caso, il punto non è proporre una soluzione unica valida per tutti, ma sottolineare l’importanza di avere interlocutori che conoscano realmente il funzionamento del lavoro nello spettacolo.

 

Italshow e il riconoscimento professionale

 

Un altro tema emerso durante l’incontro riguarda il ruolo di Italshow come associazione professionale. Durante la presentazione è stato spiegato che Italshow nasce con l’obiettivo di dare voce, dignità e riconoscimento ai professionisti dello spettacolo: artisti, tecnici, performer, creativi e operatori del comparto culturale e creativo.

 

L’associazione si inserisce nel quadro della Legge 4/2013, relativa alle professioni non organizzate in ordini o collegi. Durante il talk è stato spiegato che questa normativa riguarda professionisti che non appartengono a un albo, ma che svolgono attività economiche e professionali a favore di terzi.

 

In questo contesto, le associazioni professionali possono promuovere formazione permanente, adottare un codice deontologico, favorire trasparenza e rilasciare attestazioni relative alla qualità e alla qualificazione professionale dei servizi prestati.

 

Nel settore dello spettacolo, dove molte professioni non hanno un albo di riferimento, questo tema diventa particolarmente significativo.

 

Cosa può fare un giovane professionista dello spettacolo

 

Nella parte finale dell’incontro si è parlato anche di giovani tecnici, musicisti, designer, artisti e professionisti che iniziano il proprio percorso nel settore.

 

Dal confronto è emerso un primo suggerimento molto concreto: informarsi presto. Il welfare e la previdenza non dovrebbero essere temi affrontati solo a fine carriera, ma elementi da conoscere fin dall’inizio del percorso professionale.

 

Un secondo punto riguarda il controllo della propria posizione contributiva. Verificare periodicamente l’estratto conto INPS consente di individuare eventuali errori prima che diventino difficili da correggere.

 

Il terzo aspetto riguarda la scelta degli interlocutori. Durante l’incontro è stato sottolineato che non tutti i consulenti, patronati o commercialisti conoscono in modo approfondito le specificità del settore spettacolo. Per questo è importante cercare figure in grado di comprendere le caratteristiche del lavoro discontinuo, delle qualifiche e delle gestioni contributive specifiche.

 

Agibilità, contributi e lavoro regolare

 

Nel confronto con il pubblico è emerso anche il tema dell’agibilità, un documento specifico del settore spettacolo.

 

Durante il talk è stato spiegato che l’agibilità serve a certificare l’avvio di un lavoro e a collegarlo agli adempimenti contributivi. È stata descritta come uno strumento pensato anche per contrastare il lavoro sommerso, sebbene sia stato riconosciuto che il problema non sia stato completamente risolto.

 

Il collegamento tra agibilità, contributi e lavoro regolare è centrale: dove il lavoro non viene dichiarato o tracciato, non possono esserci tutele.

 

Questo passaggio è particolarmente importante perché riporta il discorso alla responsabilità condivisa tra lavoratori, committenti, organizzazioni e interlocutori amministrativi.

 

Una nuova consapevolezza per il settore live

 

L’incontro di MIR26 ha messo in evidenza un punto essenziale: parlare di welfare nello spettacolo significa parlare della sostenibilità del lavoro nel settore live ed entertainment. Le competenze tecniche e creative sono fondamentali, ma devono essere accompagnate da una maggiore consapevolezza sui diritti, sulle tutele e sulla posizione contributiva.

 

Il settore dello spettacolo è fatto di professionisti che lavorano sul palco, dietro le quinte, negli studi, in tour e negli eventi. Proprio per questo, la tutela di queste figure non può essere considerata un tema secondario.

 

Il messaggio emerso dall’incontro è chiaro: ogni lavoratore dello spettacolo dovrebbe conoscere la propria posizione, verificare i contributi, controllare la qualifica, conservare la documentazione e cercare interlocutori preparati.

 

Perché dietro ogni show ci sono persone, competenze e carriere. E il futuro del settore passa anche dalla capacità di riconoscere e tutelare chi rende possibile lo spettacolo.

PUBBLICAZIONE

13/07/2026

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